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Cucina hobbit
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a tavola con gli hobbit

Tolkien, ovvero il grande creatore di miti che affascinano, da diverse generazioni, migliaia di persone; Tolkien, il “padre” degli hobbit; Tolkien, il creatore del fantasy …

Da una prima impressione si potrebbe pensare a questo grande autore come a un produttore di sogni, a un disegnatore di mondi irreali o, in altri termini, a un grande disertore della realtà.

Invece non è così. Chi si addentra con occhi attenti tra le righe de “Il Silmarillion”, de “Lo Hobbit” o de “Il Signore degli Anelli”, non può che stupirsi del grande e commosso sguardo che egli aveva nei confronti di tutte le pieghe della vita, dell’umano, delle cose.  

Era forse necessario chiamare in campo la botanica e citare un centinaio di piante a profumare e a colorare la storia? Era necessario citare nei particolari cibi, bevande, fino a calarsi nel dettaglio della cottura dello stufato di coniglio?

In nessun’altra saga fantasy si sperimenta così bene il gusto delle cose, si vedono i profili delle montagne, si respirano odori o si ascoltano suoni …  

E’ proprio dal rendersi conto di questa passione al vero che è nato un simpatico libretto: “A tavola con gli hobbit”. Non si tratta di un saggio o di un importante volume di critica: altro non è che uno spigliato ricettario gastronomico che raccoglie ricette tratte direttamente dalla saga tolkieniana o liberamente ispirate alla stessa ma sempre profondamente legate al mondo degli hobbit. Uno simpatico strumento che può aiutare la mente, attraverso il palato e il gusto buono della realtà, a rivivere le vicende dei protagonisti narrati.

Luisa Vassallo