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L'epica ed il fantasy nella contemporaneità: l'opinione di un noto saggista.
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paolo gulisano

Il fascino dell' epica.

di Paolo Gulisano

Come ci ha insegnato il grande creatore di miti J.R.R. Tolkien la letteratura dell'immaginario può essere lo specchio dei gusti, degli umori e addirittura della condizione psicologica dell'epoca moderna, esprimendo i dubbi, le paure, le domande insoddisfatte, le esigenze profonde dell’animo umano.

I miti, i simboli, le leggende e le tradizioni ci rivelano noi stessi, e il mito e il simbolismo medievale di Artù forse più di ogni altro. Al centro di tutto il Medio Evo c’era il simbolo: la vita dell'uomo medievale era inscritta in un universo simbolico, dove ogni forma del pensiero, artistica, mistica, teologica, si basava su di esso. L'esperienza quotidiana era esperienza spirituale, nutrita dai simboli che la provocavano, la animavano, le conferivano un valore profondo. L'abilità narrativa e la fervida immaginazione di chi scolpiva le cattedrali gotiche, con i suoi mostri e le sue creature fantastiche, o di chi scriveva la storia della Cerca del Santo Graal o le peripezie di un Re e della sua spada incantata adoperavano il linguaggio del simbolo, che trasfigurava la realtà stessa, ed è stato capace di mantenere la sua intensità e il suo valore, trascorrendo, inattaccabile, il tempo e la storia.

Il lettore disincantato di oggi viene quindi provocato opportunamente dalle antiche fantastiche leggende, collocate in una loro ambientazione storica, in cui tuttavia ci si imbatte in personaggi e figure leggendarie e straordinarie, lasciando anche qualche interrogativo non del tutto ozioso:
quanto ne sappiamo veramente del passato?
Quali misteri si celano nella nostra storia?
Quanto c'è rivelato effettivamente dai testi ufficiali?

Nel divertirci con le appassionanti vicende che coinvolgono i personaggi, tra toni epici e avventure emozionanti, ci possiamo ritrovare a indagare tra i meandri del nostro passato, ricordandoci che, come diceva il grande Shakespeare "ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, che nella tua filosofia".

Il racconto fantastico dunque, sia che si tratti di fiaba o di narrazione epica, di leggenda come di racconto "gotico", sospeso tra il misterioso e il terribile, è sempre in qualche modo espressione umana sottesa tra il sacro e il profano, a partire dal linguaggio, che reca sempre in sè le tracce di arcaici miti, fino ai contenuti, che sono comunque e sempre quelli del fantastico,ossia dell'irruzione, oscura e inquietante oppure solare e confortante di un evento soprannaturale nella realtà quotidiana. Non c'è generazione di lettori (o di spettatori) la quale, a dispetto di tutte le mode, non senta la suggestione dell' elemento fantastico, mitico, fiabesco: un tipo di letteratura portatrice di una sapienza antichissima, che mimetizza i suoi contenuti nel linguaggio apparentemente semplice ed infantile delle fiabe, o del folklore popolare. L’epica, da Omero a Tolkien passando per le gesta di Re Artù, è sempre un racconto universalizzato della condizione, dei sentimenti, dell’animo dell’uomo, una narrazione esemplare della parabola umana.