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L'epica ed il fantasy
nella contemporaneità: l'opinione di un noto saggista. |
Il
lettore disincantato di oggi viene quindi provocato opportunamente dalle antiche
fantastiche leggende, collocate in una loro ambientazione storica, in cui
tuttavia ci si imbatte in personaggi e figure leggendarie e straordinarie,
lasciando anche qualche interrogativo non del tutto ozioso: Nel divertirci con le appassionanti vicende che coinvolgono i personaggi, tra toni epici e avventure emozionanti, ci possiamo ritrovare a indagare tra i meandri del nostro passato, ricordandoci che, come diceva il grande Shakespeare "ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, che nella tua filosofia". Il racconto fantastico dunque, sia che si tratti di fiaba o di narrazione epica, di leggenda come di racconto "gotico", sospeso tra il misterioso e il terribile, è sempre in qualche modo espressione umana sottesa tra il sacro e il profano, a partire dal linguaggio, che reca sempre in sè le tracce di arcaici miti, fino ai contenuti, che sono comunque e sempre quelli del fantastico,ossia dell'irruzione, oscura e inquietante oppure solare e confortante di un evento soprannaturale nella realtà quotidiana. Non c'è generazione di lettori (o di spettatori) la quale, a dispetto di tutte le mode, non senta la suggestione dell' elemento fantastico, mitico, fiabesco: un tipo di letteratura portatrice di una sapienza antichissima, che mimetizza i suoi contenuti nel linguaggio apparentemente semplice ed infantile delle fiabe, o del folklore popolare. L’epica, da Omero a Tolkien passando per le gesta di Re Artù, è sempre un racconto universalizzato della condizione, dei sentimenti, dell’animo dell’uomo, una narrazione esemplare della parabola umana. |
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